
Il sito internet della Parrocchia ci permette di comunicare idee e mettere in circolo riflessioni e ragionamenti sui quali confrontarci nell’ambito del servizio della Carità. Spero che non diventi uno spazio seguito solo dagli addetti ai lavori,i nostri meravigliosi volontari che si dedicano con impegno ed Amore e a cui va un grazie speciale , mio personale e di tutta la comunità cristiana. Spero che questo spazio digitale , diventi una finestra aperta per tutti i nostri parrocchiani e anche oltre, perché la Carità, la solidarietà verso il prossimo , è un argomento che dovrebbe prendere il sopravvento in tutti i cuori che credono in Dio e presentarsi come un argomento rilevante per tutti coloro che non perdono la bellezza della propria umanità! Talvolta, guardandoci attorno, sembra che prenda il sopravvento altro: l’egoismo e l’indifferenza!
Tutto parte dai pensieri. Quelli che ti circolano dentro, quelli che hai sentito per strada o chi sa dove e che quasi in punta di piedi, ti ronzano tra i neuroni, fino a rischiare di diventare tuoi, senza che lo siano davvero. Pensieri indolenti, distratti, distaccati verso un prossimo, che diventa drammaticamente più lontano e scivola altrove. Pensieri che ci addomesticano, ci conformano alla mentalità dilagante. I pensieri contano! Eccome, possono liberarci o avvelenare il nostro modo di vivere. Allora Il primo lavoro da fare è quello di non permettere che pensieri così, c’invadano e giungano fino al cuore. Nell’antico Testamento c’è una espressione usata nei confronti del faraone, si dice che “il suo cuore divenne duro come la pietra”. La Sacra Scrittura ci lascia intendere che questa condizione , dove non sappiamo più sentire niente, resta come una porta chiusa, serrata su tutta la vita, la propria e quella degli altri. Un muro che giorno dopo giorno si innalza e ci separa da noi stessi e dagli altri e così sfiorisce l’Amore e la voglia di amare! Dobbiamo imparare a far caso a tutti quei messaggi che c’invitano a indietreggiare nel bene verso gli altri, che ci chiedono di pensare a noi stessi e poi del resto chi se ne frega. Tutti intenti ad osservare lo spread che si alza e si abbassa, dimentichiamo che c’è gente che sprofonda nella povertà all’improvviso e non si rialzerà più, se non intercettata da una mano che afferra e si prenda a cuore storie così.
Ho visto gente normale, come chiunque di noi, impallidire all’improvviso perché costretta a rivolgersi alla caritas, senza un lavoro che si credeva solido ed era invece già perso … Italiani, magrebini, ucraini ..non lo so, le provenienza mi vanno insieme , perché alla fine resta l’essenziale, due occhi da guardare dritto in faccia, storie disperate da raccogliere e consegnare a loro volta al cuore della comunità cristiana, sperando che non smarrisca mai la fedeltà a quelle parole di Vangelo che restano vincolanti: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare..ero forestiero e mi avete accolto”(Mt 25)
Don Giovanni Pauciullo