Get Adobe Flash player

Calendario Parrocchiale

Maggio 2012
LunMarMerGioVenSabDom
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031

Accedi

Giovani verso emmaus




Giovani verso emmaus














Con tutte le cose originali e attraenti  che si potrebbero proporre in una città moderna come la nostra metropoli perché proporre ai giovani e agli adulti un appuntamento così serrato di preghiera? Con tutte le necessità e le urgenze concrete della pastorale, perché proporre un tempo di Adorazione silenziosa davanti all’Eucarestia?

Replico con un ricordo che custodisco dal tempo della mia formazione seminaristica, mi sono imbattuto con quella frase tanti anni fa e la sento oggi ancora più vera, per il cammino di fede di ogni singola libertà e ne avverto l’urgenza anche nella vita attuale della Chiesa. La frase che mi ero annotato allora nel taccuino della memoria è la seguente: “La preghiera come caso serio della fede”. Una frase felice dell’allora teologo Walter Kasper, oggi cardinale. La preghiera è la sicura risposta alla crisi della fede del nostro tempo contemporaneo e che respiriamo e sentiamo tangibile intorno a noi, nella vita di tutti i giorni . C’introduce nel cuore della fede che è l’incontro vivo e liberante con Gesù Cristo! Nel tempo della preghiera si realizza l’incontro di due libertà, la tua e quella di Dio. La preghiera non è evasione dalla realtà o disimpegno dalle sfide che la storia ti mette davanti, ti rende libero e capace di accogliere con sguardo purificato tutte le realtà della vita, per affrontarle con uno sguardo che supera quelle minute prospettive, talvolta intrise di egoismo.


  • “Signore dove abiti?” (Gv1,40)

E' la prima domanda rivolta  a Gesù nel Vangelo di Giovanni. La preghiera è dove cerco la casa dell’incontro, perché lì avviene  il miracolo dell’Amicizia con Gesù e il cuore riprende ad ardere come ai discepoli di Emmaus. Un “luogo concreto” dove tutto mi parla di Dio e imparo dalla sua presenza a cogliere il rapporto esatto con il mondo e con la vita e mi metto ai suoi piedi per ascoltare quelle parole che fanno vivere, che mi trasformano in un dono per gli altri. Parole di vita, che guariscono quelle ferite che mi accompagnano come un’ombra da vincere. Parole di Resurrezione, capaci di liberarmi da  tutte quelle parole e quei gesti  che hanno trasformato la vita in sopravvivenza! La preghiera è quel tempo dove imparo  riconoscere il volto di Dio  dentro i nomi e le storie delle persone che abitano la mia vita e l’Amicizia diventa una benedizione, un segno dello sguardo buono di Dio che ci custodisce. Se la preghiera non genera in te uno stile di fraternità e di Amicizia,frutti  di benevolenza e ascolto, dubito che in quelle ore ti sia lasciato incontrare dal mistero di Cristo.
 

  • Perché la proposta del Rosario  ai giovani? Perchè riprendere tra le mani la preghiera del Rosario?

Per qualcuno il Rosario è sonno, sbadiglio, noia, fastidio, abitudine, cantilena, nell’esperienza dei santi invece è novità,vitalità, appuntamento immancabile, lucidità del cammino, consapevolezza. E questo ci basta per dire che è una via da percorrere, senza incertezze, anche per noi che ci mettiamo alla scuola dei santi. Uomini e donne che hanno fatto della loro vita una testimonianza di Amore concreto per Cristo. I santi hanno lasciato nella storia tracce luminose e visibili della bellezza della fede e si sono lasciati accompagnare da Maria senza esitazioni. Don Bosco desiderava che i suoi giovani recitassero con lui il rosario che egli amava definire “scuola di preghiera”, nel 1847, il suo biografo descrive quali erano le pratiche di pietà più comuni nell'Oratorio: "stava a cuore a Don Bosco il santo Rosario, e per questo aveva descritto con brevissime contemplazioni i quindici misteri per i suoi ragazzi.” Il Beato Giovanni Paolo II  non faceva mistero che era per lui una preghiera speciale: “ Fin dai miei anni giovanili questa preghiera ha avuto un posto importante nella mia vita spirituale. Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa! Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità”. E Giovanni Paolo II in un suo discorso ai giovani li ha invitati a non avere vergogna di fare del rosario una preghiera privilegiata. Un invito a non avere paura di sembrare poco moderni, poco attuali persino in certi “percorsi” delle nostre lungimiranti pastorali… “Cari giovani, attraverso la preghiera e la meditazione dei misteri, Maria vi guida con sicurezza verso il suo Figlio! Non vergognatevi di recitare il Rosario.” (Giovanni Paolo II).Si tratta di una preghiera semplice e profonda, che educa a mettere al centro della propria esistenza, la vita di Gesù. Uno strumento che ci ricorda che la strada cristiana è una via semplice, un cammino per tutti. Ogni autentica devozione a Maria porta al cuore del mistero cristiano, che è Gesù.

Una preghiera che invita alla meditazione del cuore. Maria accoglie con un cuore in ascolto l’irrompere del mistero nella  casa di Nazareth, e ci mostra come fare spazio nella nostra vita all’ingresso della Luce!Per questo lo stile del Rosario è una preghiera che invita al raccoglimento, all’ascolto profondo, alla preghiera del cuore. “Senza contemplazione, il Rosario è corpo senz'anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule» (Paolo VI Rosarium Virginis Mariae, 12).

Una preghiera umile,fatta di Ave Marie ripetute e sussurrate. Parole ricevute dal Vangelo e incise nella memoria, perché siano custodite e amate . Nella prima parte ci  sono le parole  dell’Arcangelo. Nella seconda parte custodiamo la preghiera tramandata dal popolo di Dio lungo i secoli.  In un breviario dei monaci certosini risalente al XIII secolo, infatti, troviamo per la prima volta l'invocazione: "Sancta Maria ora pro nobis", a cui segue, un secolo dopo, l'aggiunta "peccatoribus" e, verso il 1350,  la parte finale: "Nunc et in hora mortis. Amen." Questa parte, che ha subito diverse aggiunte e modifiche in tempi diversi, fu codificata nella forma attuale:  "Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen",per volere   di Papa San Pio V nel 1568.

Una preghiera  fatta di regolarità e scansione.Un ritmo che  non ammette divagazioni, sull’unico tema che è Cristo. Ma in quella formula ripetuta, intravvedo una tenacia senza sosta, che vorrebbe suggerirci una determinazione convinta nella nostra adesione quotidiana a Cristo: “ Il Rosario è per eccellenza ripetizione. Ma ripetere è creare un'atmosfera di abbandono della mente che si «distende», in Dio, che si avvolge su se stessa per affondare nel mistero.(Mons. Ravasi)

Chi è on-line?

Abbiamo 3 visitatori e nessun utente online