
Prima del secolo IX dopo Cristo non troviamo documenti che ci tramandino memorie antiche di Calvairate. Ciò non significa certamente che la località non esistesse in precedenza ed iniziasse soltanto allora la sua storia. Anzi, esiste una scienza speciale che solleva alquanto il velo dei secoli più oscuri, perché privi di documenti, aiutandoci a scorgere barlumi di antichità e di preistoria.
E’ la toponomastica o scienza dei toponimi, dei nomi propri, cioè con cui vennero sempre chiamate le località in antico. Attraverso l’analisi accurata di un toponimo si possono intravvedere diverse particolari verità ed arrivare poi a conclusioni oggettive che nessun documento scritto tramanda.
Per Calvairate la severa ricerca scientifica presenterà la sorpresa di distruggere nostalgiche credenze tradizionali che riuscivano care anche al sentimento cristiano, perché collegavano il toponimo “Calvairate” al monte della redenzione e che furono ripetute perfino da autori solitamente validi.
L’indagine approfondita del nome compenserà generosamente per il sacrificio di queste tradizionali credenze, permettendo di intravedere barlumi di verità che collegano la nostra località a secoli che purtroppo non ci hanno trasmesso documentazioni scritte.
Per ogni nome proprio di regione, di città, di paese, la toponomastica si premura sempre di distinguere il nocciolo caratteristico della parola, la così detta radice del nome, da quella che è la parte che lo termina o desinenza. In passato questa scienza era ancora bambina, non arrivava, per mancata maturità, ad approfondire e si limitava ad intuizioni immediate che accontentassero l’orecchio e la verosimiglianza. Davanti al nostro toponimo, che nei più antichi documenti aveva la forma di “Calvairate”, era portata a fermarsi al nome del monte Calvario. Non sorprende che questa troppo facile interpretazione ingenerò confusione. Ancora oltre un secolo fa un insigne storico lombardo, Cesare Cantù (seguito anche da A. Amati nel suo voluminoso Dizionario d’Italia, Milano, 1865), scriveva che il toponimo Calvairate era appunto una derivazione del monte Calvario: una cappella del Calvario avrebbe dato il nome alla località (Grande illustrazione del Lombardo-Veneto, Milano, 1850).
Ma il guaio è che di questa cappelletta del Calvario non è mai esistita testimonianza alcuna. Inoltre il fatto che la località “calvairate” esistesse giù secoli prima che le Crociate diffondessero tra noi le forme devozionali alla passione di Cristo ha portato la sopranomastica recente, fattasi matura come scienza, ad altre indagini e a conclusioni diverse, riscoprendo ben altro nel nome. Preziose e sicure impronte nella radice e nella desinenza del toponismo collegano la località ad antica origine romana. Gli studiosi sono concordi nel riconoscere che tutto il nord d’Italia è costellato di località che portano il segno della civiltà romana, fiorita per oltre sette secoli nei nostri territori, sia nel nocciolo della radice come nella desinenza finale “ate”.
E’ pure importante ricordare che la radice “calv-calva-calvas-calvar” trova un vasto uso nelle lapidi romane del nord d’Italia (cfr. D. Olivieri, Dizionario di Toponomastica Lombarda, Milano, 1961). Si deve perciò pensare che le non poche località denominate con questa radice portano in sé una autentica impronta della civiltà di Roma che i secoli non hanno cancellato.
Anzi vi rileggiamo i criteri della “centuriato romana”, cioè i sistemi con cui i dominatori nuovi della conquistata Gallia Cisalpina (come i Romani chiamavano il nord d’Italia) dividevano le proprietà terriere in una rete ben tracciata di poderi uguali, che venivano assegnati come compenso ai sudditi indigeni i quali, volenti o nolenti, avevano collaborato alle loro numerose imprese belliche. E’ cosa saputa che così fece qui, per esempio, Giulio Cesare con i molti legionari della Gallia Cisalpina che gli sottomisero la Gallia Transalpina e l’Elvezia. E’ ovvio perciò pensare ad un certo “Calvasius” probabile padrone dei terreni, i quali assunsero poi definitivamente il suo nome, che pure potrebbe essere il nome di un magistrato romano, toponimo sempre della località.
Si sarebbero susseguite le formule: Calvasius-Calvasiate. Per il noto fenomeno di s-latino intervocalico che diventa -r- si arriva alla documentata forma di Calvariate.
Così oggi la toponomastica conduce alla preistoria di Calcairate! Per ogni spirito attento e volonteroso la storia con la toponomastica tenta di risalire, come insegnava Virgilio, alle autentiche origini della propria vita “Antiquam quaerite matrem!: Sappiate riscoprire la vostra antica madre!”. E nel nome di Calvairate si intravedono luci che documentano la sua esistenza nei lunghi secoli senza storia, perché di essa si è persa la documentazione. E’ sempre difficile ed oscuro il tentativo di ritornare a vita cose tramontate e chiarire, con l’aiuto della toponomastica qualche elemento storico delle origini di Calvairate.