
Dell’origine della parrocchia a Calvairate, legata al nome di S.Carlo Borrromeo, e delle sue prime tormentate vicende possediamo una ricca e particolareggiata documentazione negli atti stesi in occasione delle visite del Santo, conservati nella sezione spirituale dell’Archivio Arcivescovile Milanese come anche nell’autografo steso dal primo parroco sui grovigliati avvenimenti.
Attingiamo da queste sicure fonti.
Il Borromeo era stato chiamato a Roma nel 1560, all’età di 22 anni, dallo zio, allora eletto papa con il nome di Pio IV.
Promosso subito alle alte responsabilità rimase per cinque anni prezioso collaboratore del Sommo Pontefice, che nel frattempo lo aveva creato cardinale ed anche nominato arcivescovo di Milano. Ma soltanto il 23 settembre del 1565 riuscì ad entrare nella sua città episcopale, tutto animato dal chiaro ideale di attuare assolutamente i principali doveri del vescovo residenziale ch’erano stati richiamati dal recente concilio di Trento, alla cui felice conclusione egli aveva efficacemente contribuito.
Come arcivescovo metropolita, nei primi mesi cominciò a convocare al suo primo concilio provinciale tutti i vescovi suffraganei, volendo riorganizzare la vasta metropoli ecclesiastica. Dovette poi attendere per qualche tempo al disbrigo di affari urgenti e di indeclinabili doveri. Ma tosto nel giugno 1566 pubblicò l’editto d’inizio della visita pastorale, gravissimo compito del vescovo che da oltre un secolo i suoi predecessori non avevano più adempiuto, con grave danno della vita religiosa e della disciplina ecclesiastica.
Cominciò la faticosa peregrinazione dal Duomo, sempre accompagnato e coadiuvato da scelti convisitatori e da notai che stesero accurate note di tutto, oggi felicemente conservate nei documenti dell’archivio arcivescovile.
Già nel 1567, dopo la visita ad alcune pieve foresi e ad alcune tra le principali chiese cittadine, il 20 aprile arriva per la visita pastorale alla chiesa parrocchiale d S.Stefano in Brolo, vicinissima al Duomo.